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Tallinn - Profilo storico

PROFILO GENERALE | PROFILO STORICO | PROFILO TURISTICO

Tallinn

Fondata dai danesi nel 1154 d.C., Tallinn cambiò nome in Reval durante la dominazione germanica. Il nome si deve alla regione dove sorgeva la città anticamente conosciuta come Ravala. Il nome Tallinn deriva dall’estone “fortezza danese”.

La città sorse in una posizione geograficamente significativa e strategicamente importante, protetta da una baia sul Golfo di Finlandia. Le isolette di Aegna e Naissar fecero da ulteriore, naturale protezione e costituirono un presupposto favorevole alla costruzione del porto.

Il primo insediamento fortificato fu posto sulla collinetta di Toompea, su una superficie di poco più di otto ettari. Da questa posizione privilegiata si poteva osservare il porto e più in generale il tratto di costa prospiciente alla città.
Oggi alcune delle antiche vie mercantili che collegavano la città vecchia al porto sono rimaste pressoché inalterate e convergono nella Piazza del Municipio (Raekoja Platz).

Tallinn, in origine, oltre ad essere una fortezza ed un porto era anche un importante mercato. Il porto stesso era costellato di magazzini e depositi di merci. Nelle immediate vicinanze del porto sorse un quartiere perlopiù formato dalle case dei pescatori. Salendo verso quella che oggi è conosciuta come “città vecchia” furono costruite le case dei commercianti e le botteghe degli artigiani.

Nel 1219 il re di Danimarca Waldemar II inviò una flotta di oltre 1500 navi su ordine di Papa Celestino III che, attraverso alcune crociate, voleva cristianizzare l’intera area baltica. La battaglia fu particolarmente cruenta, ma, alla fine, la potenza militare dei danesi prevalse sull’orgogliosa resistenza estone. Nel 1346 il re di Danimarca Waldemar IV, dopo aver assolto al suo compito, cedette l’Estonia settentrionale all’Ordine Teutonico (Ordine di Livonia)

Si deve far risalire a questo periodo storico l’ingresso di Tallinn nella prestigiosa Lega Anseatica. Nel XV secolo la città divenne un importante centro commerciale. Ponte naturale tra l’occidente e la Russia, vi giungevano merci di ogni tipo: dalle stoffe al vino. In breve tempo Tallinn divenne con poco meno di 10.000 abitanti una delle città più grandi del Nord Europa.

Nel 1525 vi fu la Riforma Protestante che soppiantò in breve tempo la religione cattolica. Tra il 1558 e il 1583 la città fu vittima di un sanguinoso conflitto, che contrappose i russi guidati da Ivan il Terribile e la Svezia.

Solo nel XVII secolo la città di Tallinn e l’Estonia intera passarono sotto il dominio svedese. Tra carestie, epidemie di peste, sanguinose spartizioni di potere, la città, sotto il governo del re di Svezia Gustavo II riuscì a trovare un proprio “rinascimento” che prese il nome di “buon tempo svedese”. Il culmine di questo periodo si raggiunse nel 1632 con la fondazione dell’Università di Tartu. Furono istituite scuole in tutto il Paese. Solo due secoli dopo, alla fine del 1800 l’Estonia poteva vantare uno dei livelli di analfabetismo più bassi d’Europa, considerando che la quasi totalità della popolazione era in grado di leggere e di scrivere.

Nel 1700 la Russia, guidata dallo Zar Pietro il Grande tornò a rivendicare il proprio dominio sul Paese. Per la Russia, l’Estonia rappresentava un “ponte sul Baltico”, molto importante dal punto di vista sia politico che economico.
La guerra tra la Svezia e la Russia, accompagnata da una violenta epidemia di peste, distrusse praticamente Tallinn. La sua popolazione passò da 10.000 abitanti a meno di duemila. Tutta l’area baltica passò sotto il controllo russo, tanto da far affermare al generale Cheremetiev che “da Narva a Riga non si sente il latrato di un cane, né il canto di un gallo”.

Tallinn divenne il centro della provincia baltica dello sterminato impero russo. La città continuò ad essere formalmente amministrata dai cavalieri tedeschi. Si creò un asse di ferro tra la Russia e l’aristocrazia germanica.
Nel 1870 venne costruita la ferrovia Tallinn-San Pietroburgo. In breve tempo la città divenne un importante centro industriale. Le condizioni di vita tornarono lentamente su livelli accettabili. I contadini furono invitati a lasciare le campagne per lavorare nelle fabbriche.

Agli inizi del XIX secolo in tutta l’Estonia si destò una coscienza nazionale. Vennero fondate scuole e giornali. In questo periodo fu dato alle stampe il poema epico nazionale “Kalevipoeg” (vedi letteratura). Si iniziò a parlare, per la prima volta, di indipendenza.
I russi non accettarono di buon grado questa “ventata di autonomia” e cercarono di riportare l’ordine. Ma nel 1917, la Rivoluzione di Febbraio pose fine alla dominazione zarista in tutto l’impero e il 24 Febbraio 1918 venne proclamata la Repubblica Estone.
Solo con la Pace di Tartu del 1920 il governo comunista sovietico rinunciò, anche se temporaneamente, alle sue ambizioni egemoniche sul Baltico. Tallinn per circa un ventennio divenne la culla di questa indipendenza. Vennero costruiti monumenti celebrativi, musei e strade.

Nel 1939, con l’inizio del Secondo Conflitto Mondiale, la città fu nuovamente duramente colpita. Nel 1941 venne occupata dalle truppe naziste. Il 9 marzo 1944 fu bombardata dai russi che, nel tentativo di scacciare l’esercito germanico, distrussero la città, lasciando oltre ventimila persone senza un tetto.

Il ritorno dei sovietici, alla fine del 1944, diede il la ad una lunga stagione di occupazione, di diritti negati e di deportazioni di massa. In compenso migliaia di russi si trasferirono in Estonia attratti dall’industrializzazione di tutta l’area baltica.

L’occupazione sovietica durò quasi mezzo secolo. Dal punto di vista urbanistico, la città assunse le classiche sembianze da “città sovietica”. Il centro storico venne un po’ abbandonato a se stesso.

Negli anni novanta, con la raggiunta indipendenza, Tallinn iniziò a cambiare faccia. Ad una notevole “riqualificazione dell’ Old City”, attraverso un lungo lavoro di restauro, si accompagnò la nascita di una moderno quartiere commerciale.
 

Sito ufficiale della città’: www.tourism.tallinn.ee

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